DANIELA DI GENNARO

“Ciao! Forse ci conosciamo....

Sono sei anni che vivo in Friuli e quasi tre ad Aquileia. Prima vivevo a Bergamo, una città molto carina e vivibile con aree verdi, diverse attività commerciali e soprattutto con un bel centro pedonale dove fare delle belle passeggiate senza meta godendosi un buon caffè.

Quando mi sono trasferita qui, in Friuli la prima cosa di cui ho sentito fortemente la mancanza, è proprio un centro, dove andare a passeggiare con gli amici, con la famiglia o in solitaria.
Cosa potevo fare? Nulla, dovevo solo abituarmi al nuovo stile di vita. Questo duro "training di depurazione" dalle “Vasche” (corso dello zonzo) è avvenuto a Terzo d’Aquileia, dove ho vissuto tre anni e dove, credetemi, faceva più centro il cortile del mio condominio che la piazzetta del paese.

Nel tempo, neanche troppo lungo, ho iniziato ad apprezzare quello che il territorio, la Regione, mi stava offrendo: paesaggi che si perdono all’orizzonte, silenzio, colori e suoni della Natura, l’aria pura e dell’ottimo vino a prezzi molto popolari.

Quando mi sono trasferita ad Aquileia non ho risentito del fatto che neanche qui, ci fosse un centro perché ormai non mi mancava più.

Sono felice di vivere qui ad Aquileia e adoro la frazione di Monastero in cui risiedo, è un luogo tranquillo e pittoresco con delle strade di campagna che alcune sere al tramonto tolgono davvero il fiato.
Intendiamoci, anche a Bergamo il sole tramonta, ma io non gli avevo mai prestato così tanta attenzione, forse perché in città scompare subito dietro i tetti dei palazzi qui invece ci mette del tempo per scomparire sui campi all’orizzonte.

Non parliamo poi degli stormi di uccelli che vedo passare per di qui, le forme che creano in cielo sono pazzesche, io ne rimango ogni volta realmente incantata, mi fermo e osservo sotto gli occhi perplessi di qualche passante che, più abituato di me a tanta bellezza della Natura, mi immagino pensi :“La fa cusè chesta?” ah no: “Ce ise da ur a fa che chi?”

Ad Aquileia non c’è un luogo a cui mi sento particolarmente legata, sono ancora nella fase di scoperta e del resto mi pare che anche la città stessa, per il patrimonio archeologico che conserva, si rivela pian piano e le scoperte qui non finiranno mai”.