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La Via Giulia Augusta

Nella zona di scavo su via Giulia Augusta (cancello di fronte alla Basilica) sono visibili i resti di tre case risalenti all'età augustea, sorte a sud/ovest della cerchia repubblicana, tra il cardo massimo e l'anfiteatro (scarsi resti non visibili).

Nella domus settentrionale, della quale è visibile un pavimento musivo bianco e nero a rombi inseriti in cornici, e in quella meridionale sono due oratori cristiani risalenti al IV secolo, provvisti di abside sul lato ovest (contrariamente all'usanza nelle aule cultuali pubbliche, dove l'entrata era situata a ovest e l'abside a est per rispettare la simbologia della luce, che veniva intesa come luce della rivelazione cristiana).

L'oratorio della domus settentrionale è detto del Buon Pastore: il pavimento musivo policromo raffigura infatti il Buon Pastore circondato di animali di tutte le specie, agnelli, pesci, delfini, uccelli e due pavoni.

In quella meridionale il pavimento dell'oratorio è assai rovinato tranne nell'abside, dove i colori delle tessere giocano sul rosso e il grigio e due onde intrecciate incorniciano una fantasia di rombi.
Un altro mosaico in una casa più a sud di quella con l'Oratorio del Buon Pastore raffigura un soggetto pastorale, seppur lontano dai canoni della tradizionale iconografia cristiana.

La domus occidentale era a peristilio.
Il pavimento del peristilio era in cocciopesto inframezzato da qualche tessera bianca; le colonne in mattoni, intonacate.
In questa casa è stato trovato un frammento di affresco (trattandosi di case patrizie molto raffinate, le pareti dovevano essere decorate da affreschi molto belli) ora al Museo Archeologico.

Interessante notare come sotto i pavimenti di alcune delle stanze furono posti strati di anfore capovolte come intercapedine a protezione dall'umidità.