Patriarcato

Aquileia fu, fin dall’inizio, uno dei centri più importanti della cristianità. Elementi archeologici e letterari inducono a pensare che la comunità cristiana di Aquileia abbia origine molto antiche. Sicuramente, essa era ben organizzata e in grado di discutere questioni teologiche già nel II secolo. Elementi della tradizione giudaico-cristiana e gnostica mettono in relazione la prima comunità cristiana aquileiese con quella di Alessandria, città con cui Aquileia aveva costanti rapporti commerciali. L’ellenismo alessandrino del II secolo si riconosce nei mosaici più antichi della basilica (Aula nord, cripta degli scavi), che sembrano rappresentare il percorso dell’anima verso Dio secondo il testo gnostico Pistis Sophia.

Il primo vescovo di Aquileia, e il primo dei suoi martiri, fu Ermacora. Secondo la tradizione, egli era un discepolo dell’apostolo Marco, fondatore della Chiesa di Aquileia. La pretesa origine apostolica consentì alla Chiesa di Aquileia di mantenere per lungo tempo una sostanziale autonomia da quella di Roma e al suo vescovo di essere chiamato “patriarca

I primi tre secoli del Patriarcato rappresentarono per Aquileia una rinascita economica ed urbanistica. Anche se il patriarca soggiornava in luoghi diversi del Friuli, aveva comunque qui un palazzo patriarcale, sorto sui resti di uno dei grandi magazzini romani nella parte a sud est della città, corrispondente oggi all’ampia zona verde a sud della basilica, che infatti è ancora chiamata Patriarcjât (“patriarcato